lunedì 28 ottobre 2013

Foodgnammer ma soprattutto foodwriter.

Qualche giorno fa su Tumblr scrivevo così:

"Ho scoperto una cosa negli ultimi anni. Amo cucinare, spadellare e poi scoprire lo stupore negli occhi dei commensali. Ma ancor di più il cibo mi piace raccontarlo. Amo che le parole ricreino l’atmosfera di un ristorante, amo che le frasi avvolgano il lettore come un fondant al cioccolato. E poi, amo che chi mi segue sorrida soddisfatto all’ultimo punto di un articolo. Amo il cibo, qualunque forma abbia. "

Oggi ci ripensavo. 
Ho ripensato al blog, al mio lavoro al ristorante, al lavoro di giornalista per Honest Cooking.
Tempo addietro, il giornalista che mi segue per il corso di foodwriting che sto facendo, mi ha fatto una domanda che mi ha tolto il sonno per un po' di giorni:

"A chi ti vuoi rivolgere ora che hai il blog da un po' di tempo? Che strada vorresti prendere come foodwriter?"

Dopo qualche giorno avevo ben chiara la mia risposta. 
 
Quando ho deciso di iscrivermi al corso di foodwriting, sognavo di scrivere libri di cucina e avere un giorno un mio volume accanto a quelli di Csaba dalla Zorza o Nigella Lawson. 
Poi ho iniziato ad apprendere nozioni nuove, prendere manualità con il blog e con la scrittura riguardante il mondo gastronomico. E mi sono accorta che, alla fine, se devo rivolgermi a qualcuno preferisco farlo attraverso le parole piuttosto che attraverso i piatti.
Altrimenti mi sarei iscritta a un corso per cuoco professionista.
Quindi, la risposta alla domanda è: 

"Voglio scrivere di cibo e soprattutto voglio insegnare a farlo professionalmente."

Perchè mai come ora, grazie al percorso di studio, riesco a cogliere le sfumature e le peculiarità di chi scrive di cibo e di chi, semplicemente ci prova; riesco a vedere la differenza tra un blog professionale e uno amatoriale, tra un foodwriter e un semplice appassionato di cucina.

Quindi, da oggi, il blog si arricchische della Categoria FOODWRITING dove desidero condividere con voi quelle informazioni che fanno la differenza, nella speranza di avere un giorno, a corso concluso, un mio programma di FoodWriting con incontri e workshop e vedere, finalmente la mia risposta e i miei sogni diventare realtà.
 

giovedì 24 ottobre 2013

Oggi un po' me la canto.

Sono appena tornata dal prelievo del sangue, l'unica cosa al mondo, credo, che fa piu' paura anche del dentista. Quindi posso gongolarmi un po' ed essere autocelebrativa, almeno per 10 minuti.
Cose belle che mi sono state concesse oggi:
1) è uscito l'articolo su Honest Cooking con la mia intervista a Mauro Uliassi 
2) mi sono comprata i ravioli al brasato;
3) peggio ancora mi sono comprata il Bon Roll allo speck (a mio avviso fa parte del junk food e quindi, solo oggi, posso concedermelo).
4) ora mi rimetto a letto a studiare il libro di Cucina e Scienza in cui sto imparando un sacco di cose su alimenti e  processi di preparazione e conservazione.
5) se non fossi intollerante al latte mi regalerei anche un gelato stracciatella, liquirizia e pistacchio di almeno un kg. Non lo farò e non ovvierò con quelli alla soia. Non appagano allo stesso modo.



martedì 22 ottobre 2013

Ottobre, Senigallia e i sogni (ma anche l'influenza)

Con calma e senza fretta finalmente scrivo. E' una sorta di mensile ormai quello delle belle novità.
Come settembre aveva portato la collaborazione con Honest Cooking (trovate a lato i miei articoli sulle Marche), ottobre si è aperto con la degustazione della birra Amarcord e il primo evento di The Banquet Society (trovate l'articolo qui) e con l'intervista dei sogni a Mauro Uliassi (sempre per Honest Cooking), chef stellato due volte per il suo ristorante di pesce a Senigallia. 
Insomma sono scappata a Senigallia per un paio di giorni e mi sono goduta le Marche, mia sorella, i pensieri che ho potuto rimettere in ordine, ho trovato due posti meravigliosi di cui voglio raccontarvi e ho goduto di ottimo cibo e sguardi felici.
Sono tornata a casa piena di entusiasmo e voglia di realizzare. Poi mi sono beccata l'influenza e ho accantonato la magia.
In viaggio
Arrivate a Senigallia verso le 17.00 (con microtappa a Marotta -si esiste- ma non si può sempre essere un TomTom!) abbiamo trotterellato direttamente in Hotel, dopo aver visto da lontano l'Uliassi e iniziato il mio trip mentale/sta succedendo davvero che è terminato solo dopo l'urlo di mia sorella "DorinaBasta!" che mi ha riportato nel mondo dei viventi.
My sweet love


Ovviamente pennica e svegliettina alle 20.30 e dubbio che a ottobre i ristoranti non siano aperti fino all'una! Armate di speranza siamo finite in un ristorante pizzeria delizioso in Via Marchetti: "Il Boscaiolo". Il posto è davvero carino e accogliente, arredato in modo semplice, in quel wood-mood che  si addice perfettamente all'atmosfera che il nome tenta di evocare. Certo in un luogo di mare lascia un po' perplessi ma è davvero un locale che ho amato fin da subito. 
E' gestito da 19 anni da Alessio Mengoni e dalla sua famiglia. Lui, in sala, accoglie la clientela con fare cordiale e un piglio davvero gradevole, sempre discreto ma pronto a due parole che fanno sempre piacere.
Alessio Mengoni
Per la nostra cenetta delle 22.00 abbiamo scelto due piatti semplici ma deliziosi e perfetti nella loro preparazione. La mamma di Alessio sa davvero il fatto suo!!
Il primo piatto ha convinto pure Rebecca che era perplessa sull'accoppiata e che ora non vorrà mangiare più altro: Chitarrine con scampi e arancia. Morbide, vellutate, perfette nella cottura. Da bis!!
Chitarrine agli scampi e arancia


Il secondo, al contrario, ha convinto me. Io non amo i fritti di mare e difficilmente li digerisco ma questo era croccante e leggero e, giurin giuretta, la notte ho dormito come un angelo. Il segreto? Me lo confida Alessio durante la nostra bella chiacchierata.

"Semplice, quasi banale. L'olio di frittura sempre pulito, soprattutto nella cucina marchigiana che ha un gran numero di fritti."
 Insomma, amo essere stupita da sorprese inattese e questo è stato un buon inizio nella mia scoperta della cittadina marchigiana. Ho letto anche le recensioni su Tripadvisor (altro che gambero rosso) e moltissima clientela è soddisfatta del ristorante e della pizzeria che, per questa volta, non ho provato. 
Grazie Alessio, tornerò di certo. Eccovi l'indirizzo: Il Boscaiolo. Via Marchetti 39 - Senigallia.

Fritto dell'Adriatico
 Il giorno dopo ci svegliamo pronte per una splendida passeggiata sotto il sole d'ottobre, alla ricerca di viuzze nascoste, monumenti famosi e luoghi che rendono magica Senigallia e fanno da scenario al famoso Summer Jamboree che si svolge ad agosto proprio qui. Se amate la musica di Elvis e l'atmosfera di quegli anni sarà il caso di informarvi e prenotare un soggiorno per l'estate prossima!!

Giriamo per le stradine ancora umide di pioggia, mi piace perdermici ma ho bisogno del mare, è troppo tempo che non lo vedo e il finestrino immerso nel blu di certo non mi è bastato. Quindi lasciamo il centro storico per raggiungere il lungomare e la famosa Rotonda a Mare.



La Rotonda a Mare e noi

 E' proprio un luogo delizioso Senigallia fuori stagione. Profuma ancora dell'estate appena trascorsa ma ha il silenzio e la pace dell'autunno inoltrato. E' questo il momento perfetto per una vacanza di vero relax, quella da godersi da soli forse, tra i pensieri che corrono sempre troppo veloci e non si ha mai il tempo di fermare, quella da mangiar cibo for one only e immaginare le prossime cene insieme a chi amiamo ma intanto godere della compagnia della persona che spesso dimentichiamo: noi stessi. Pensate all'ultima cena fuori da soli? Immagino stiate pensando "dai, è roba da sfigati! no, no mi vergogno a mangiar da sola." . Bhe, io una sera di queste voglio provarci, ammetto mi sia subentrata la curiosità di mangiare al tempo che desidero, gustandomi il boccone che mi seduce il palato, mi stuzzica la gola e poi, finalmente dentro di me, appaga corpo e spirito e mi nutre. 

Il porto di Senigallia

Il mare nella sua femminilità

 
I colori magici del mare
A pranzo ci godiamo ancora il pesce, se non qui dove. Andiamo al "Pagaia", uno dei migliori ristoranti di pesce di questa città. Amo l'escursus che ha preso il nostro soggiorno. La cena semplice che apre la nostra vacanza, simbolo di quelle Marche genuine e belle nella loro quotidianità, il pranzo un po' più sofisticato ma sublime davvero, accompagnato da un Verdicchio metodo classico che con le sue bollicine ( e si! non è solo fermo) mi ha fatto godere appieno di ogni pietanza e la cena, da Uliassi, che solo orgasmo si può definire. 



Ostriche freschissime c/o Pagaia


Lumachine dell'Adriatico

Verdicchio Metodo Classico Millesimato Brut

Della mia cena da Uliassi e della mia intervista con lo Chef leggerete tra qualche settimana su Honest Cooking. Mi sa che però, che ha due stelle Michelin, non gliel'hanno mica detto?!?!


Dettaglio del ristorante

Entrata dell'Uliassi

Lo Chef Patron

Torno a casa da questa vacanza con il cuore colmo di emozioni e la pancia in un sussulto confuso ed entusiasta. Ho voglia di fare, di costruire, di realizzare quei sogni che lentamente stanno prendendo piede. Perchè i sogni, nel cassetto fanno la muffa.

martedì 1 ottobre 2013

The Banquet Society e Ama, la birra artigianale di Rimini.

La birra è sinonimo di convivialità, di relax informale e chiacchiere con gli amici seduti al tavolo di un pub.
Ma se la faccia della birra cambiasse? Se diventasse la modella di una serata di degustazione? Se ci fossero una mora, una bruna e una bionda a cui, uno chef come Gualtiero Villa, avesse abbinato 3 portate (primo, secondo e dolce) che ne esaltassero il sapore e il gusto?
E' con questo spirito un po' ribelle che nasce il primo "banchetto" della stagione di "The Banquet Society", dedicato ad Amarcord, il birrificio di Rimini e la sua linea di birre artigianali.
Cambia l'idea di degustare la birra ma cambia anche l'estetica della bottiglia, il cui logo è stato studiatoe creato da Milton Graser, creatore del logo "I love NY"

I love NY 

Quindi eccoci a parlare delle tre signore della serata.

La Bionda è una birra dorata dal carattere fruttato e floreale, delicata ma allo stesso tempo complessa, creata da malti aromatici, tre diversi tipi di luppolo e miele d'arancio di Sicilia.
Caratterizzata da aroma di brandy di pera e mela verde, presenta un finale secco e vivace di cedro, il tutto legato dall'inconfondibile sapore di miele d'arancia.

 La Bruna è complessa e morbida al palato e lascia emergere un fondo di malto sottile e toffee, impreziosito da un delicato tocco di cioccolato e pera alla cannella.

La Mora infine deve la sua armonia alle note di caramello particolarmente profumate caratteristiche dello zucchero del Malawi.
Si presenta strutturata ed elegante ma allo stesso tempo secca e pulita con toni di nocciola e caffè espresso Italiano.

Il menù è studiato appositamente per sottolineare le caratteristiche organolettiche pensate da Garret Oliver.


L'evento si svolgerà GIOVEDI 10 OTTOBRE dalle ore 20,00 alle ore 23,00 presso
CUCINA IN, Piazza Gerusalemme,7 Milano e sarà un aperitivo informale ma soprattutto un momento di unione e convivialità tra addetti stampa o semplici appassionati del mondo del food.

Per acquistare i biglietti (i posti sono limitati, affrettatevi!) info presso www.banquetsociety.com

venerdì 27 settembre 2013

Io e Tumblr, approcci buffi!!





Oggi ho scoperto una cosa (per cui sarò grata stasera su Twitter attraverso #grazieper) e questa cosa è Tumblr.
Certo suona come la scoperta dell'acqua calda ma ammetto di aver latitato nell'ignorantità fino ad oggi.
E oggi mi è spuntato il terzo occhio.

Questo perchè Tumblr raccoglie in se' tutti i social possibili e immaginabili:
potete scrivere papponi come su ogni blog che si rispetti (Blogger);
potete scrivere citazioni e comunque fare microblogging (Facebook/Twitter);
potete inserire immagini (Instagram);
potete inserire video o canzoni (Youtube).

Il mio entusiasmo deriva dal fatto che sul Nokia Lumia, attualmente, non è presente Instagram e quindi non posso postare i millemila piatti che vorrei.
Invece Tumblr ha questa app meravigliosa che mi permette di essere connessa con il mondo anche attraverso le immagini RIGOROSAMENTE FOOD PER L'80% che mi prenderà la briga di mettere.

Quindi la mia fonte primaria di informazione sarà di certo il blog, ma per adesso fatemi godere l'entusiasmo di vivere questo nuovo social come la scoperta del secolo.
Magari sarà l'occasione anche per voi di scoprire qualcosa di nuovo e provare ad aprire un "social blog" che vi racconti attraverso le cose che amate.

Ho aggiunto nel reparto SOCIAL NETWORKS anche il button di Tumblr, fateci un salto e vediamo se ve ne innamorate come ho fatto io!



mercoledì 25 settembre 2013

Pasta alla Gricia

Pasta alla Gricia
E' il salvapranzo per antonomasia. Un piatto veloce e gustoso, da preparare anche quando il frigo piange. Mi ha incuriosito una citazione, quest'estate, mentre leggevo "Un altro viaggio nelle Marche" di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri. Il passaggio faceva cosi:

" Poche centinaia di metri più avanti siamo già in territorio laziale; Amatrice evoca sontuosi piatti di bucatini all'amatriciana, anche se quelli originali e più popolari sarebbero alla gricia; la variante arcaica e pastorale senza pomodoro prenderebbe il suo nome della vicina frazione di Grisciano "

Insomma io questa pasta non la conoscevo e questo pezzetto mi ha incuriosito un sacco. Tornata a casa quindi certo la ricetta e la sua bella storiellina (sapete che ho la fissa per la nascita delle ricette) e scopro che è l'antenata della pasta all'amatriciana quando il pomodoro, in Italia, non era ancora pervenuto. Quindi ecco la ricetta. Scordatevi di usare la pancetta in sostituzione al guanciale!! L'originale prevedeva l'uso dello strutto ma anche un filo d'olio non è una variante da sottovalutare.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

320 gr di pasta (spaghetti, rigatoni o pasta corta)
250 gr di guanciale
100 gr di pecorino romano grattugiato 
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva 
pepe 

 Metti a bollire l'acqua per la pasta con un pochino di sale (non tantissimo perchè il formaggio della salsa darà già un buon sapore). Butta la pasta e cuocila per il tempo indicato sulla confezione. 
Nel frattempo, in una padella antiaderente, scalda un cucchiaio di olio e fai rosolare il guangiale senza bruciarlo (deve diventare quasi trasparente ma non marrone). Grattugia il pecorino.
Scola la pasta ma tieni mezzo bicchiere di acqua di cottura che ti aiuterà a mantecare la salsa.
Versa la pasta nella padella con il guanciale, mescola e aggiungi il formaggio grattugiato e l'acqua di cottura. Fai addensare e macina il pepe appena prima di servire.


lunedì 23 settembre 2013

Post (nel senso di dopo) BlogFest: Venerdì 20 settembre

Avevo scritto un bellissimo articolo la sera di venerdì, dopo la prima giornata al Blogfest. 
Ero nella mia stanzetta d'hotel, verso le 23, piena di idee e ricordi da sistemare (ovviamente in un post), avevo modificato il tablet per renderlo un netbook, avevo scaricato l'app di Blogger, avevo scritto per 45 minuti e nel momento in cui pigio il tasto "pubblica"...non mi risulta niente... Immaginate le associazioni mentali tra animali e parole poco femminili...
Allora ho preso la mia bella Moleskine rosa (perchè alla fine il vero scrittore ha un unico amore che non lo tradirà mai alla faccia della tecnologia) e di pugno ho riscritto tutto. Quindi ecco il racconto del primo giorno di Blogfest.

La mia stanza vista mare al Golden Tulip


 " La giornata di oggi è la conferma che io sia una bestiolina poco social.
Perchè qui tutti parlano, si conoscono, si confrontano e confidano come fossero amici da anni e come se, quello del foodblogger, sia il lavoro che li unisce tutti sotto una grande azienda.
Ma io, foodblogger, ancora non mi sento quindi guardo curiosa questo mondo che, forse, un giorno mi apparterrà (e quel giorno la tecnologia dovrà essere dalla mia parte!)

Ad ogni modo ecco cosa ho imparato oggi durante il FoodCamp:

La carta del FoodBlogger:

un decalogo di norme e principi regolamentari che 20 foodblogger si sono impegnati a sottoscrivere e rispettare per un mondo più sostenibile ed ecologico. Lo speech era condotto da Luca Sessa e Laura Casaldi di Food140 e questi sono i 10 punti sottolineati:

1. Promuovere la cultura della sostenibilità in rete;
Questo è un principio di portata generale. Un modus operandi che vincolerà il blogger per tutta la durata della sua attività sul web.

2. Impegnarsi a pubblicare periodicamente un post sulle buone pratiche ambientali in relazione alla produzione di prodotti alimentari;
I post e il “blogging” sono gli strumenti attraverso cui i foodblogger realizzano la propria attività in rete. Informare i propri lettori sulle buone pratiche ambientali rappresenta lo strumento di divulgazione più importante.

3. Diffondere la cultura della tutela e della valorizzazione del territorio agricolo;
Compito di un foodblogger, è sia raccontare il cibo e i prodotti alimentari nelle loro varie specificità, sia battersi per la tutela del territorio che produce le varie eccellenze.

4. Impegnarsi nella divulgazione della cultura degli orti/giardini urbani;
Raccontare le buone pratiche di questo genere, aiuta i lettori sia a rispettare maggiormente l’ambiente che a riappropriarsi dei concetti base che appartengono al mondo agricolo.

5. Approfondire la conoscenza degli hosting a impatto zero;
È di fondamentale importanza conoscere i propri strumenti di lavoro. Preoccuparsi di utilizzare energia pulita per le infrastrutture telematiche rappresenta uno dei passi più importanti per una rete internet a impatto zero.


6. Impegnarsi a pubblicare periodicamente dei post sulla cultura del cibo e del riciclo;
Questo punto nasce dalla considerazione che molto del cibo prodotto e acquistato viene gettato. Riscoprire gli antichi modi di cucinare (come la cucina del riciclo) o illustrare le buone pratiche ambientali per il riciclo degli avanzi è sicuramente un’ottima pratica sostenibile. Trattandosi di vere e proprie ricette, e quindi, dell’attività principale di ogni blogger, invitiamo in concreto ciascuno a pubblicare a riguardo almeno un post ogni due mesi.

7. Impegnarsi a pubblicare periodicamente post sulla descrizione delle pratiche della filiera corta;
Il minor trasporto di cibo equivale a minor utilizzo dei carburanti fossili e a una quantità minore di gas inquinanti dispersi nell’ambiente.

8. Contribuire alla conoscenza del mondo OGM;
Quello che con questa carta ci impegniamo a fare è contribuire a una maggiore conoscenza del mondo degli organismi geneticamente mutati. Qualsiasi contributo è ben accetto è rappresenta un accrescimento della conoscenza di un mondo estremamente complesso.

9. Tutela dell’ambiente attraverso la diminuzione del consumo della carne rossa;
Il consumo della carne rossa è sicuramente uno dei fattori che concorrono maggiormente all’inquinamento del pianeta e all’aumento di malattie legate all’alimentazione. La nostra non è assolutamente una demonizzazione di questo tipo di carne. Vuole invece fare da monito per un consumo responsabile ed equilibrato di questo alimento. Invitiamo pertanto ogni singolo blogger a pubblicare almeno una volta ogni due mesi sul proprio blog una ricetta vegetariana.

10. Promozione della cultura dei GAS.
I gruppi di acquisto solidali rappresentano la sintesi e l’applicazione concreta di molti dei principi fin qui enunciati. La promozione e la divulgazione del mondo dei GAS sarà uno degli obiettivi dei soggetti che firmeranno questa carta. 

Ergonomia in cucina:

mai come durante l'intervento di Chiara Francioli mi sono sentita orgogliosa della mia cucina!!
Chiara, Interior Designer, ci spiega quali siano gli errori più comuni durante la progettazione di una cucina (a cui poco possiamo fare) e ci suggerisce alcuni trucchi per far sembrare il nostro nido un luogo più ordinato e di certo più accessibile e fruibile.

1. I fuochi vicino al lavello;
Ogni cucina che si rispetti ha i fuochi vicino al lavello!!! Se vi va di lusso un 20 cm di distanza la casa produttrice ce li lascia. Che poi, personalmente parlando, lo spazio è quello che è!!!

2. I fuochi andrebbero a sinistra o destra del lavandino a seconda che si sia mancini o destrorsi;
I destrorsi infatti lavorano da sinistra verso destra e i mancini al contrario. Sarà quindi più semplice lavorare con un piano cottura posizionato nel giusto modo e che agevola i nostri movimenti.

3. La cucina ad angolo non funziona. Preferitene una lineare;
 Celo!!!!! Ho sostituito infatti la vecchia cucina ad angolo con una lineare!!! Perchè è decisamente più utilizzabile e se si lavora in due in cucina, nessuno impiccia nessuno (perchè dovrai aprire esattamente quel cassetto posto sotto il piano di lavoro del nosto aiuto chef... e poi toccherà a lui!!!). In una cucina lineare ognuno avrà il suo posto del mondo!

4. Tanto c'è il tavolo;
La cucina è sempre stata il luogo dove la famiglia si riunisce per cenare ma anche per condividere momenti insieme, anche durante la preparazione del pasto. Quindi si suppone che sul tavolo ci siano marito/figli a far le loro cose. Probabilmente la cipolla tritata o il sugo appena fatto possono essere too much. Avete un piano da lavoro, sfruttatelo e lasciate libero il tavolo.

5. Pensare orizzontale, ingegnarsi in verticale;
Parlo di tutte quelle cose piccoline che in una cucina impicciano e devi smantellare un anta tutta bella ordinata per trovarle. Quindi via libera alla creatività con mensole e librerie/ripiani portacd formato mignon (hai detto Ikea!?!) che di certo vi verranno in soccorso. E vi salveranno la vita.

6. Sbagliare la luce;
O è troppa, o troppo poca e la vostra cucina sembra un loculo. Quindi porte aperte a diversi punti luce (tavolo, piano da lavoro, soffitto, luoghi lontani) che serviranno per quando il caos è troppo e non avrete il tempo di sistemare (quindi basterà spegnere quel faretto tattico) e renderanno la vostra cucina un luogo davvero piacevole e suggestivo.

7. Il numero delle prese di corrente non è mai troppo;
Se vogliamo fare i fighi e avere tostapane, wafflebaker, KitchenAid e frullatore serviranno un numero di prese adeguate. Ricordiamolo all'elettricista che siamo delle foodblogger.

8. Non si risparmia sui dettagli;
La cucina è quel luogo da mostrare orgogliosi. Quindi non risparmiamo sul lavello o su pezzi che possono diventare di design..renderanno la vostra stanza decisamente più fashion.


9. Tanto poi li metto a posto;
E questo poi non arriva più e si lavora in un caos deforme. Le alternative sono: 
°imparate davvero a mettere in ordine e vedrete che lavorare in un ambiente ordinato vi semplifica la vita che neanche Mastro Lindo.
° vi organizzate in modo e maniera che almeno il vostro casino sembri un Art Attack. Fatto?!?!

10. Non investire solo nel servizio buono;
Abbiamo il servizio che usiamo a Natale che probabilmente fa a gara con quello della corte d'Inghilterra ma gli altri giorni sembra la mensa dei poveri.
La bellezza è un regalo che dovete farvi ogni giorno, anche nel servizio che si sbeccherà entro un mese. Non lesinate sui piatti da tutti i giorni ma spendete quel pochino in più per portare a tavola i vostri cibi con stile anche da lunedì a sabato.

10 clichè da sfatare sulla cucina asiatica:

E' la volta di Giovanna Hoang che ci racconta quali sono i luoghi comuni da sfatare sulla cucina asiatica. Eccone alcuni:
°ci sono piatti che non esistono nella cucina asiatica ma sono stati preparati appositamente per il palato europeo (si, parlo proprio del riso cantonese e degli involtini primavera);
°il Dim Sun è uno snack cotto al vapore, simile a delle tapas asiatiche, e quindi è composto da tutta una serie di antipastini;
°la cucina asiatica non è solo unta ma prevede un'infinità di varianti;
°il pesce non è solo crudo quando si parla di cucina giapponese. Il menù prevede infatti anche zuppe e altre preparazioni marinate, senza dimenticare la Kobe Beef;
°la salsa di soia è di diversi tipi;
°la cucina asiatica non ha solo il curry ma un'infinità di spezie da scoprire.
°esiste la pasta (ramen, noodle, soba);
°in Vietnam esiste (ed è amata) la Baguette, condita con tanta fantasia e inventiva;
°il pane non è nel dimenticatoio ma viene cotto al vapore e con ripieno di carne o fagioli;
Contest e givaway:
Vatinee Suvimol, foodblogger ma soprattutto avvocato, ci insegna come gestire i contest/givaway che sembrano una cosina tanto carina ma lo Stato ha deciso bene che fanno parte delle lotterie e dei giochi a premi quindi punibili a norma di legge. Perchè in teoria dovremmo annunciare la nostra decisione di aprire un contest, chiamare un notaio (e pagarlo) che certifichi la validità dell'estrazione, pagare le tasse sui premi et similia.
Come uscire quindi dalla gabola? Dando ai premi un valore par a 1 Euro o ritenerli pagamento per opere artistiche (perchè la creazione di una ricetta è un'opera artistica).

Questo è il primo step di non so bene quanti per raccontarvi le cose che ho imparato o scoperto durante il BlogFest di quest'anno. Le cose che ho scoperto venerdì:

1. Rimini è fighissima
2. Il BlogFest è meno caotico di quello che pensavo, ottimo punto di incontro tra idee e stimoli
3. Il Lambrusco è più infame del previsto e quando ti alzi te ne accorgi
4. La sveglia delle 8 è un trauma e mi fa capire che non sono in vacanza
5. Tra i mille sorrisi e le chiacchiere tra foodblogger, mi manca Martina e la bella esperienza che è il nostro vivere il food e tutto ciò che lo circonda. L'anno prossimo ti voglio con me! "