Sono appena tornata dal prelievo del sangue, l'unica cosa al mondo, credo, che fa piu' paura anche del dentista. Quindi posso gongolarmi un po' ed essere autocelebrativa, almeno per 10 minuti.
Cose belle che mi sono state concesse oggi:
1) è uscito l'articolo su Honest Cooking con la mia intervista a Mauro Uliassi
2) mi sono comprata i ravioli al brasato;
3) peggio ancora mi sono comprata il Bon Roll allo speck (a mio avviso fa parte del junk food e quindi, solo oggi, posso concedermelo).
4) ora mi rimetto a letto a studiare il libro di Cucina e Scienza in cui sto imparando un sacco di cose su alimenti e processi di preparazione e conservazione.
5) se non fossi intollerante al latte mi regalerei anche un gelato stracciatella, liquirizia e pistacchio di almeno un kg. Non lo farò e non ovvierò con quelli alla soia. Non appagano allo stesso modo.
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giovedì 24 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
The Banquet Society e Ama, la birra artigianale di Rimini.
La birra è sinonimo di convivialità, di relax informale e chiacchiere con gli amici seduti al tavolo di un pub.
Ma se la faccia della birra cambiasse? Se diventasse la modella di una serata di degustazione? Se ci fossero una mora, una bruna e una bionda a cui, uno chef come Gualtiero Villa, avesse abbinato 3 portate (primo, secondo e dolce) che ne esaltassero il sapore e il gusto?
E' con questo spirito un po' ribelle che nasce il primo "banchetto" della stagione di "The Banquet Society", dedicato ad Amarcord, il birrificio di Rimini e la sua linea di birre artigianali.
Cambia l'idea di degustare la birra ma cambia anche l'estetica della bottiglia, il cui logo è stato studiatoe creato da Milton Graser, creatore del logo "I love NY"
Quindi eccoci a parlare delle tre signore della serata.
La Bionda è una birra dorata dal carattere fruttato e floreale, delicata ma allo stesso tempo complessa, creata da malti aromatici, tre diversi tipi di luppolo e miele d'arancio di Sicilia.
Caratterizzata da aroma di brandy di pera e mela verde, presenta un finale secco e vivace di cedro, il tutto legato dall'inconfondibile sapore di miele d'arancia.
La Bruna è complessa e morbida al palato e lascia emergere un fondo di malto sottile e toffee, impreziosito da un delicato tocco di cioccolato e pera alla cannella.
La Mora infine deve la sua armonia alle note di caramello particolarmente profumate caratteristiche dello zucchero del Malawi.
Si presenta strutturata ed elegante ma allo stesso tempo secca e pulita con toni di nocciola e caffè espresso Italiano.
Il menù è studiato appositamente per sottolineare le caratteristiche organolettiche pensate da Garret Oliver.
L'evento si svolgerà GIOVEDI 10 OTTOBRE dalle ore 20,00 alle ore 23,00 presso
CUCINA IN, Piazza Gerusalemme,7 Milano e sarà un aperitivo informale ma soprattutto un momento di unione e convivialità tra addetti stampa o semplici appassionati del mondo del food.
Per acquistare i biglietti (i posti sono limitati, affrettatevi!) info presso www.banquetsociety.com
Ma se la faccia della birra cambiasse? Se diventasse la modella di una serata di degustazione? Se ci fossero una mora, una bruna e una bionda a cui, uno chef come Gualtiero Villa, avesse abbinato 3 portate (primo, secondo e dolce) che ne esaltassero il sapore e il gusto?
E' con questo spirito un po' ribelle che nasce il primo "banchetto" della stagione di "The Banquet Society", dedicato ad Amarcord, il birrificio di Rimini e la sua linea di birre artigianali.
Cambia l'idea di degustare la birra ma cambia anche l'estetica della bottiglia, il cui logo è stato studiatoe creato da Milton Graser, creatore del logo "I love NY"
Quindi eccoci a parlare delle tre signore della serata.
La Bionda è una birra dorata dal carattere fruttato e floreale, delicata ma allo stesso tempo complessa, creata da malti aromatici, tre diversi tipi di luppolo e miele d'arancio di Sicilia.
Caratterizzata da aroma di brandy di pera e mela verde, presenta un finale secco e vivace di cedro, il tutto legato dall'inconfondibile sapore di miele d'arancia.
La Bruna è complessa e morbida al palato e lascia emergere un fondo di malto sottile e toffee, impreziosito da un delicato tocco di cioccolato e pera alla cannella.
La Mora infine deve la sua armonia alle note di caramello particolarmente profumate caratteristiche dello zucchero del Malawi.
Si presenta strutturata ed elegante ma allo stesso tempo secca e pulita con toni di nocciola e caffè espresso Italiano.
Il menù è studiato appositamente per sottolineare le caratteristiche organolettiche pensate da Garret Oliver.
L'evento si svolgerà GIOVEDI 10 OTTOBRE dalle ore 20,00 alle ore 23,00 presso
CUCINA IN, Piazza Gerusalemme,7 Milano e sarà un aperitivo informale ma soprattutto un momento di unione e convivialità tra addetti stampa o semplici appassionati del mondo del food.
Per acquistare i biglietti (i posti sono limitati, affrettatevi!) info presso www.banquetsociety.com
martedì 17 settembre 2013
Week end social!
![]() |
| Il logo del BlogFest |
forse si, forse no...
e poi al lavoro come faccio?!
Va bhe, io intanto prenoto l'hotel, mal che vada lo disdico..
E invece settembre è arrivato e con lui il BlogFest a Rimini ( e non più a Riva del Garda).
Quindi venerdì parto per la capitale della piadina con squacquerone e fichi caramellati, emozionata come mio marito quando va a Gardaland (ditemi che anche i vostri compagni si rincitrulliscono all'idea..confortatemi vi prego!) e pronta a vivere gli incontri che mi sono segnata in agenda. Ovviamente gli appuntamenti sono talmente tanti che una cernita è obbligatoria, anche perchè quando si parla di food le sfumature sono mille e le professioni ancor di più.
Ecco quindi la mia agenda del week end al BlogFest:
Venerdi:
H. 15 Le intolleranze alimentari
H. 16 Dal Libro al Tablet
H.17 FoodCamp
H.19 Showcooking con Marco Bianchi
Sabato:
H. 10 Workshop: Mobile Food Photography
H.12 Internazionalizzazione della cucina Italiana
H.14 Professione: Foodblogger
H.15 L'editoria Food e il Web
H.17 Social Network e Food
H.19 Happy Hour con Chef Rubio (vi ricordo che ho il marito al seguito!)
Domenica:
H.10 Writecamp
H.14 Il cibo come gesto social(e)
Quindi, come nelle migliori partenze devo ricordarmi di portare il caricabatteria del telefono, macchina fotografica e tablet, la Moleskine rosa dedicata al blog e quella nera dedicata ai sogni che piano piano si stanno incanalando nella giusta direzione (ma sono solo in fase produttiva), devo controllare i ristoranti di Rimini, devo sperare ci sia il sole altrimenti la mia terrazza sul mare serve a ben poco e ci sono giusto giusto quelle due persone che non sarebbero felici se piovesse proprio questo fine settimana e...penso basta.
Ora vado avanti a sognare ancora un po', scrivo l'articolo per Honest Cooking (che questa settimana vi parlerà di un prodotto tipico marchigiano e non di una ricetta) e sento la mia amica Martina (ecco il link al suo bellissimo blog) nella speranza che stia un po' meglio dall'ultima volta che ci siamo scritte.
Tutti i miei pensieri belli oggi vanno a te.
Ps: in vista dell'autunno ho dato al blog un'aria più casereccia che, devo ammettere, mi piace un sacco!! E a voi?
lunedì 2 settembre 2013
La mia nuova avventura.
Ho sempre amato settembre. Per me è questo il vero inizio d'anno. Ancora soleggiato ma già più fresco e vivibile. Ancora estate ma con un occhio al soffice autunno. E' il mese dell'operosità e dei buoni propositi. Altro che il primo gennaio!!
E quest'anno, settembre mi regala nuove emozioni e progetti da realizzare. Per ora piccoli. Spero importanti.
Sono appena tornata dalla mia settimana di vacanza. Sono stata nelle Marche dai miei zii, in costiera amalfitana, a casa di mio marito e poi in Maremma, da un amico prezioso e dalla sua famiglia sempre accogliente come fosse la mia.
Sono appena tornata dalla mia settimana di vacanza. Sono stata nelle Marche dai miei zii, in costiera amalfitana, a casa di mio marito e poi in Maremma, da un amico prezioso e dalla sua famiglia sempre accogliente come fosse la mia.
Sono tornata carica, dopo giornate di cibo genuino, mare, posti nuovi da vedere e vecchi da riscoprire ma che regalano sempre la stessa magica emozione. Ho rivisto i miei zii, che sono le mie radici più profonde e quei luoghi che ritrovo sempre dentro di me.
Quello che queste vacanze mi hanno lasciato ha però qualcosa di speciale. Soprattutto i giorni marchigiani mi hanno fatto prendere coscienza di quello che la nebbia lombarda (o la distanza che dir si voglia) tenta sempre di attenuare.
Parto da Pavia e attraverso tutta la pianura padana, sempre impaziente e ansiosa. Vedo le lunghe distese di campi iniziare a crescere e la pianura diventare collina. Passo in Emilia Romagna e la mia mente ricorda la Bologna che tanto amo, le piadine estive e la riviera romagnola. Sorrido felice per la gioia che la romagna porta con se'.
Poi arriva il momento tanto atteso. L'Emilia-Romagna finisce e le Marche iniziano.
Sono a casa e ad accogliermi sono le colline, morbide come i fianchi di una donna.
Verdi di prati.
Gialli di girasoli.
Color terra battuta dopo l'aratura.
E poi il castello di San Leo. E Loreto. E il Conero.
Eccomi, esattamente dove voglio essere.
Dove la semplicità regna sovrana. Dove il cibo é genuino e senza orpelli. Dove il mare incontra i monti e regala sapori ed emozioni uniche. Dove esistono ancora le littorine e le donne fanno la pasta in casa.
Dove ci sono ristoranti stellati, ma dove la gente vive serena anche senza MasterChef.
Ecco che mi sono presa un posticino per raccontarvi di questi luoghi, dei suoi prodotti, delle sue tradizioni e della sua gastronomia.
Certo, lo farò dalla Lombardia, ma con il sogno di poter sempre prendere un treno per Civitanova Marche.
Inizia così la mia avventura su Honest Cooking, la rivista online per foodies, fresca come le giornate di fine estate che stiamo vivendo. Vi parlerò delle mie Marche, attraverso il vino, il cibo e la cultura di questa terra meravigliosa.
Spero che a suon di Vincisgrassi e Ciauscolo, io possa farvi scoprire questo piccolo angolo di paradiso e, magari, renderlo meta della vostra prossima vacanza.
| Le morbide colline nella zona di Ascoli Piceno |
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mercoledì 21 agosto 2013
I 5 luoghi perfetti per fare i "piangini" quest'estate
Finalmente anche io sono in vacanza!!
Un mese a mia disposizione per godermi il meritato riposo e i piaceri della vita d'estate: il silenzio, il vento sulla pelle, un buon libro da leggere, posti nuovi da vedere e ristorantini da provare, magari proprio in villeggiatura. E se non ci sta il ristorante anche un bel dopocena sarà ben accetto.
E' proprio il periodo che mi serve per staccare la spina e tornare ad essere una bella persona, socievole e amichevole, senza lo stress del quotidiano e senza le scadenze che rendono le nostre vite sempre troppo frettolose.
Perchè diciamolo, in vacanza è impossibile lamentarsi. Si ha tutto il tempo del mondo, si hanno ore sonnolente e il dolce far niente come obbiettivo.. Il lamentarsi è proprio quella parola bandita durante le vacanze estive. Sono certa! Non si può!!
Forse...
Ok, magari qualcosa può farci storcere il naso ma di certo è sempre la casualità degli eventi molesti e niente di previsto. Insomma l'imprevedibile è in agguato H24 ma in vacanza si sorride anche a quello!
E invece...
A quanto pare..
Il nuovo trend dell'estate 2013 è proprio lamentarsi, il nuovo tormentone dell'estate sono i "piangini".
C'è chi si lagna perchè a causa della crisi non può andare in vacanza.
Chi si lamenta perchè una stupida guerra civile gli ha rovinato la vacanza.
E chi, poverino, viene spennato per un caffè o dell'acqua minerale. MA DICO IO!!! Uno non può godersi un meritato caffè in Piazza San Marco o vedere Positano scorrere davanti agli occhi che subito il commerciante se ne approfitta!!! E NO!!!
Allora ho pensato a questa classe di turisti, i bistrattati, e ho deciso di stilare una lista "SalvaTuristaItaliano" per evitare a tutti quelli in procinto di godersi gli ultimi giorni di agosto fuoriporta, di farsi spennare da ristoratori e baristi.
Ho cercato 5 mete tra città, mare, montagna e lago, particolari per atmosfera o fascino ambientale e selezionato, per ciascuna, un ristorante. Di alcuni ho potuto leggere il menu' e i prezzi. Altri invece non lo fornivano. Ma tanto, che importanza ha!?!?!?!
ROMA
Ristorante tipico romano, proprio affacciato sul Colosseo. Figuriamoci, per la terrazza panoramica vogliono 10 Euro a persona..manco l'avessero costruito loro il Colosseo.
RAVELLO
Solo per la terrazza panoramica sulla Costiera Amalfitana non mi faranno pagare uno sproposito per un caffè e un succo di frutta.
MARATEA
Bellini i muri in pietra e le candele...si anche la vista non è malvagia ma io pago solo quello che mangio.
COURMAYEUR
Prendi qualcosa da bere, devo solo fare pipì
BRIENNO
Si, va bhe, Ristorante dal 1855....
Ora, ve lo chiedo per cortesia.
C'è gente che lavora durante le vostre vacanze. Se andate a Positano o a Venezia, magari un barettino dello Sport lo trovate rifugiato fuori dalle rotte comuni..
Altrimenti, se volete godervi la magnifica vista su monumento, lago, mare o montagna, abbiate l'accortezza di non postare poi i vostri scontrini sui social network. Perchè il problema non è dei commercianti. E' vostro. E non perchè avete preso una fregatura o perchè si sono approfittati di voi.
Perchè ci sono quei luoghi e quei ristoranti in cui non paghi solo quello che mangi. Paghi anche il servizio, l'atmosfera, la musica, la suggestione che ti rimarrà impressa nel cuore per sempre.
Perchè mangiare in zona Argentario o ad Amalfi, piuttosto che in Sardegna o a Porto Venere, mi sa che piacerebbe a tutti.
Forse, in vacanza, potete evitare di stare attaccati a Facebook o Twitter vita natural durante (non fa nemmeno bene all'abbronzatura, vi scottate la cervicale!) per postare questo o quello per il gusto della critica. Forse potete godervi la vacanza e gli attimi che saprà regalarvi senza mugugnare, perchè di quelli, poi ne resterà soltanto un ricordo.. e lo scontrino su Instagram.
Un'ultima cortesia. Andare nei posti alla moda per poi sventolare conti urlando alla beffa, non è molto signorile.
Anche Praiano è bella come Positano..anzi, più piccola e con tanti barettini carini.
lunedì 5 agosto 2013
Ristoro al porto di San Benedetto del Tronto
Le Marche per me sono sinonimo di famiglia. Sono le mie radici.
Sono le estati a Porto San Giorgio con i miei nonni.
Sono la tapparella abbassata e la tenda leggera sospinta dalla brezza marina.
Sono le lenzuola fresche.
Sono gli chalet e non gli stabilimenti.
Sono le cose semplici e genuine come la regione che profuma il mio sangue e lo rende più caldo.
Dopo un anno di formalismi, make up e tacchi alti, scompaiono le maschere e gli orpelli e resta un vestito leggero sulla pelle leggermente abbronzata.
Basta davvero un filo di crema e i sandali bassi.
Chiudo gli occhi, respiro l'aria di mare e sento il mio cuore avere un ritmo lento. Mi godo tutto a pieni polmoni. Soprattutto mi godo il tempo, tanto raro quanto prezioso che ora sembra durare di più semza il ticchettio degli impegni quotidiani.
Le giornate vengono scandite solo dai pasti principali e corrono sonnolente tra un tuffo in mare e una lettura leggera.
E poi arriva la sera e quella fame post spiaggia.
Stasera ci attende la marina di San Benedetto del Tronto e il suo Ristoro al porto, ormai giunto alla sua quarta edizione.
Per tutto agosto posso prendermi una pausa anche da ristoranti blasonati, chef stellati e gare culinarie.
Nel mio mondo, l'estate è un cartoccetto pieno di sardine e acciughe, sono i sorrisi genuini delle persone intorno a me, è il blu del mare che si fonde con il cielo, è una tovaglia di carta svolazzante, è attendere il tramonto su una sdraio quando la spiaggia è ormai vuota e il profumo della frittura che mi ricorda che è ora di cenare.
Mi distacco dai pensieri, mi guardo intorno e vedo famiglie con bambini, volti sorridenti e manine unte. Tutti avvolti nella magia di una tavola apparecchiata e nel profumo del pescato del giorno.
Amo questa piccola tradizione sanbenedettese e i valori che porta con sè: in primis l'idea della convivialità di un pasto gustoso ma assolutamente cheap. Il menù infatti costa 13 euro e propone due antipasti, due primi, due secondi, un contorno, frutta, acqua e vino. Leggendo le proposte gastronomiche mi è chiaro il secondo caposaldo dell'evento: la possibilità di creare pietanze golose con il pesce azzurro pescato nell'Adriatico (quindi decisamente economico), garantendo un'apporto prezioso di omega3 e calcio, non intaccando il bilancio familiare in un periodo molto delicato per l'economia di tutti.
Spero che, se le vostre vacanze non sono ancora iniziate, questo possa essere uno spunto per riscoprire la genuinità che l'estate porta con sè.
Ovviamente intorno a una tavola imbandita.
Dopo un anno di formalismi, make up e tacchi alti, scompaiono le maschere e gli orpelli e resta un vestito leggero sulla pelle leggermente abbronzata.
Basta davvero un filo di crema e i sandali bassi.
Chiudo gli occhi, respiro l'aria di mare e sento il mio cuore avere un ritmo lento. Mi godo tutto a pieni polmoni. Soprattutto mi godo il tempo, tanto raro quanto prezioso che ora sembra durare di più semza il ticchettio degli impegni quotidiani.
Le giornate vengono scandite solo dai pasti principali e corrono sonnolente tra un tuffo in mare e una lettura leggera.
E poi arriva la sera e quella fame post spiaggia.
Stasera ci attende la marina di San Benedetto del Tronto e il suo Ristoro al porto, ormai giunto alla sua quarta edizione.
Per tutto agosto posso prendermi una pausa anche da ristoranti blasonati, chef stellati e gare culinarie.
Nel mio mondo, l'estate è un cartoccetto pieno di sardine e acciughe, sono i sorrisi genuini delle persone intorno a me, è il blu del mare che si fonde con il cielo, è una tovaglia di carta svolazzante, è attendere il tramonto su una sdraio quando la spiaggia è ormai vuota e il profumo della frittura che mi ricorda che è ora di cenare.
Mi distacco dai pensieri, mi guardo intorno e vedo famiglie con bambini, volti sorridenti e manine unte. Tutti avvolti nella magia di una tavola apparecchiata e nel profumo del pescato del giorno.
Spero che, se le vostre vacanze non sono ancora iniziate, questo possa essere uno spunto per riscoprire la genuinità che l'estate porta con sè.
Ovviamente intorno a una tavola imbandita.
mercoledì 31 luglio 2013
Un'estate all'insegna del vegan..anche in Sardegna
Ormai siamo nel pieno dell'estate. C'è chi è già partito e chi è già tornato. C'è chi boccheggia ancora in città e sta ancora decidendo il da farsi.
La nostra bellissima Italia non ha che l'imbarazzo della scelta nell'offerta turistica di mare e montagna ma di certo, uno dei luoghi più gettonati è la Sardegna.
Non la conosco, non ci sono mai stata e l'ho solo vista dalla Corsica, davanti a me, con la promessa di andarci un giorno.
Mi incuriosisce, questo è certo. Parlo delle mille sfumature, delle mille storie che mi può raccontare, dei luoghi nascosti e lontani dal jet set.
Parlo degli occhi delle famiglie sarde e delle distese naturali che si affacciano su un mare cristallino.
Penso soprattutto alla cucina sarda: al formaggio di capra, ai gnocchetti e a quantità imbarazzanti di pescato, al pane guttiau e a tutto ciò che racconta le famiglie di quel luogo.
Ma il mezzo a tutta questa semplicità ho trovato una bella scoperta: Il Camping Village Tiliguerta a Capo Ferrato.
Il Tiliguerta si trova nel Sud Est della Sardegna, affacciato sulla splendida spiaggia di Costa Rei, una delle più belle spiagge del mondo e a pochi kilometri da paesi come Muravera, Villasimius, Castiadas, Villaputzu e San Vito.
Il campeggio, immerso in un bosco di eucalipti e pini, offre bungalow, piazzole e suite, permette di soggiornare in completo relax ma trova distrazioni e intrettenimento grazie all'animazione e alle scuole di diving e vela, alla spa e alla zona fitness. Per gli amici a quattro zampe propone persino una dog beach, cosa non così scontata.
Ma, essendo un foodblog, a noi cosa intriga?!?! IL MENU' DEL RISTORANTE!!
Ed ecco la bella sorpresa. Non solo il ristorante utilizza prodotti a km 0, quindi coltivati in loco, e ti intriga con la cucina sarda affiancata a quella internazionale. Propone altresì un menù dedicato a celiaci e vegetariani e uno per vegani che prevede il muscolo di grano.
Io, da buona carnivora, ignoravo l'esistenza del seitan fino a pochi mesi fa, figuriamoci una cosa che, nel mio mondo ha il nome di una cozza vegetariana. Quindi ho fatto i compiti e sono andata a vedere cos'è questo muscolo di grano.
Andando sul sito dedicato a questo prodotto scopro questo:
" il suo impasto e' a base di farina di frumento, farina di legumi o di soia, acqua e olio con l’aggiunta di spezie. Ma è possibile - viene da chiedersi - che da un impasto di farine nascano alimenti simili alla carne per aspetto, consistenza e gusto? Per quanto possa sembrare strano è proprio così.
Sulla bistecchiera, la fettina di muscolo di grano è praticamente uguale a quella tradizionale. Certo inizialmente, durante la cottura, il colore non è il rosso tipico della carne al sangue, ma un giallo opaco. Messa nel piatto, però, ha le sembianze della classica bistecca. Ciò che l’occhio non vede, non sfugge comunque all’olfatto e al palato. Qui si entra nel campo dei giudizi soggettivi.
L’odore richiama leggermente quello del pane appena uscito dal forno. Al primo boccone si ha la sensazione di assaggiare qualcosa dal sapore molto simile a quello del fegato o carne miscelata a funghi, con un retrogusto particolare, dato anche dal peperoncino di cui si scorgono i pezzetti. Colpisce la consistenza: il prodotto non è per nulla gommoso, anche se il taglio con il coltello rivela una morbidezza che per forza di cose è maggiore rispetto a quella di una bistecca."
Insomma, un applauso a questo villaggio che pensa davvero a tutto, nei minimi dettagli e riesce a convincere anche me, carnivora convinta, che forse, una sera, uno strappo alla regola lo posso fare. Non per diventare portabandiera del Meat Free Monday, ma semplicemente perchè se un'alternativa alla carne c'è, ed è buona, vale davvero la pena provarla,
E voi? Verso quali menù siete diretti.
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