giovedì 19 settembre 2013

Metti un ragazzo a tavola

Andrea ha 12 anni e lo conosco da quando ne aveva 4.
E' il figlio di mio marito e, di conseguenza, un pochino anche mio.
Non è semplice, al giorno d'oggi, crescere un bambino, men che meno se non è geneticamente tuo. Ma il concetto di famiglia allargata è più attuale che mai.
E quindi pensi e ripensi a cosa puoi fare di buono per dare il tuo contributo a questa personcina. Perchè la tua posizione non è poi così spiacevole. Non sei la mamma e quindi i tuoi consigli sono visti più da amica che non come dictat morale che ha come risposta sempre un "uff che palle".

Ora è in quella fase in cui non è più un bambino ma non è ancora un adolescente.
Non è ne carne ne pesce ma è proprio questo il momento perfetto per renderlo un adulto migliore.
E' curioso, intelligente e ha dei bellissimi occhietti spigliati. Ha iniziato a cucinare da solo e la piadina è stato il suo primo esperimento gastronomico.
Oggi quindi ho pensato di preparare insieme un hamburger di quelli altissimi e genuini che, spero un giorno, possa personalizzare.
Certo, l'approccio alla polpettizzazione lo schifava un po' ma nell'assemblaggio del panino non lo batte nessuno.

Desidero che abbia un'idea genuina della cucina e che possa ricreare in modo sano gli standard adolescenziali tra panini e patatine. Perchè quando il fast food profuma di casa, la soddisfazione è innegabile.

Ecco quindi la nostra versione dell'Happy Meal.

Home Made Hamburger

INGREDIENTI PER 6 HAMBURGER:

300 gr di carne macinata scelta di bovino
300 gr di pasta di salame
6 foglie di insalata iceberg
ketchup
maionese
sale
pepe
6 fette di formaggio (tipo Galbanino nel nostro caso)
6 pagnotte per hamburger


Accendi il forno a 140 gradi.
Impasta con le mani la carne trita e la pasta di salame . Regola di sale e pepe se serve (la pasta di salame darà già un aroma deciso al tuo hamburger.
Crea delle palline uniformi e grandi come i panini e schiacchiali leggermente.
Metti le pagnotte in forno per circa 5 minuti e nel frattempo cuoci gli hamburger su una piastra calda o una padella antiaderente.
Assembla i panini: insalata, maionese, ketchup, carne e formaggio.
Ferma la torre con uno spiedino di legno.


PS: nella versione adulta della ricetta si possono aggiungere all'impasto senape, cipolla o tutto ciò che la vostra fantasia può immaginare.




martedì 17 settembre 2013

Week end social!

Il logo del BlogFest
Ormai ci siamo, è che ancora non ci credo. La decisione ha preso vita nella mia mente già da diversi mesi ma era come una nuvola passeggera..
forse si, forse no...
e poi al lavoro come faccio?! 
Va bhe, io intanto prenoto l'hotel, mal che vada lo disdico..
E invece settembre è arrivato e con lui il BlogFest a Rimini ( e non più a Riva del Garda).
Quindi venerdì parto per la capitale della piadina con squacquerone e fichi caramellati, emozionata come mio marito quando va a Gardaland (ditemi che anche i vostri compagni si rincitrulliscono all'idea..confortatemi vi prego!) e pronta a vivere gli incontri che mi sono segnata in agenda. Ovviamente gli appuntamenti sono talmente tanti che una cernita è obbligatoria, anche perchè quando si parla di food le sfumature sono mille e le professioni ancor di più.

Ecco quindi la mia agenda del week end al BlogFest:

Venerdi:
H. 15    Le intolleranze alimentari
H. 16    Dal Libro al Tablet
H.17    FoodCamp
H.19    Showcooking con Marco Bianchi

Sabato:
H. 10    Workshop: Mobile Food Photography
H.12    Internazionalizzazione della cucina Italiana
H.14    Professione: Foodblogger
H.15    L'editoria Food e il Web
H.17    Social Network e Food
H.19    Happy Hour con Chef Rubio (vi ricordo che ho il marito al seguito!)

Domenica:
H.10    Writecamp
H.14    Il cibo come gesto social(e)

Quindi, come nelle migliori partenze devo ricordarmi di portare il caricabatteria del telefono, macchina fotografica e tablet, la Moleskine rosa dedicata al blog e quella nera dedicata ai sogni che piano piano si stanno incanalando nella giusta direzione (ma sono solo in fase produttiva), devo controllare i ristoranti di Rimini, devo sperare ci sia il sole altrimenti la mia terrazza sul mare serve a ben poco e ci sono giusto giusto quelle due persone che non sarebbero felici se piovesse proprio questo fine settimana e...penso basta.

Ora vado avanti a sognare ancora un po', scrivo l'articolo per Honest Cooking (che questa settimana vi parlerà di un prodotto tipico marchigiano e non di una ricetta) e sento la mia amica Martina (ecco il link al suo bellissimo blog) nella speranza che stia un po' meglio dall'ultima volta che ci siamo scritte.
Tutti i miei pensieri belli oggi vanno a te.

 Ps: in vista dell'autunno ho dato al blog un'aria più casereccia che, devo ammettere, mi piace un sacco!! E a voi?




domenica 8 settembre 2013

Crostata con crema alla vaniglia e frutta fresca

Fa freschino stasera e questa è l'ora che preferisco in questi giorni. Il silenzio in casa regna sovrano. Sono sola con i gatti e mi godo quei momenti solitari tra una cena e l'altra con gli amici.
Nelle orecchie ho ancora la musica di Giuliano Palma, reduce dal concerto di ieri sera, che mi fa sognare quell'Italia fatta di musichette melodiche, gonne lunghe sotto il ginocchio, costumi interi e grossi cappelli di paglia.
E tra questi pensieri vintage che concludono la mia estate, aggiungo quello che è diventato il mio impasto preferito ultimamente: la crostata con crema alla vaniglia e, in questo caso, frutta fresca.
Mi piace un sacco nella sua disarmante semplicità ed è perfetta per ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena prima di dormire (dai, una piccola indulgenza!)
La versione classica della crostata è con la base di frolla ma è ottima anche con la pasta brisèe o la sfoglia. Gli impasti, inutile dirlo sono molteplici: dalla crema alla marmellata, dalla nutella alla ricotta.
I tre principali tipi di crostata sono: alsaziana, con il classico intreccio di pasta in superficie, renversée, con la frutta che appare in superficie solo dopo la cottura (la Tarte Tatin per farla semplice) e l'americanissima Pie, cotta in uno stampo dai bordi alti
Vi lascio quindi la ricetta, che potete modificare in ogni istante sia in forma, trasformandola in deliziose tartellette, che in gusto, aggiungendo la frutta che la stagione offre.

Ps: questa volta la foto la trovate sul profilo instagram del blog :D

INGREDIENTI PER UNA TORTA

Per la frolla:
150 gr di farina 00
100 gr di farina di mandorle
1 uovo
100 gr di burro freddo di frigorifero
80 gr di zucchero
1/2 bustina di lievito
la scorza di un limone grattugiato

Per la crema:
1 bacello di vaniglia
250 ml di latte
4 tuorli 
25 gr di farina 
75 gr di zucchero


Inizia accendendo il forno a 180 gradi e coprendo la base di una tortiera a cerchio apribile con della carta forno. Imburra e infarina i bordi. 
In una ciotola unisci le farine setacciate, lo zucchero, il lievito e la scorza. Aggiungi i pezzetti di burro e, aiutandoti con due coltelli usati come se fossero una forbice, riduci il tutto ad un composto sbricioloso. Aggiungi l'uovo e impasta fino ad ottenere una palla omogenea.
Ora,
OPZIONE 1: metodo classico da crostata. Metti in frigo la frolla per una mezz'oretta e poi stendila con il mattarello su un piano infarinato.
OPZIONE 2: salvatempo. Stendi il composto appena hai terminato di impastarlo, ovviamente con le mani un pochino infarinate. Sembrerà di giocare con il Pongo senza l'inceppo di quell'odore fastidioso e le tue mani ne gioveranno :) Premurati di avere lo stesso livello su tutta la tortiera e poi crea il cornicione.
Sia che tu abbia optato per la versione 1 o 2, ora stendi un foglio di carta forno sulla crostata e riempi la superficie di riso o ceci o pesi dedicati alla cottura cieca.
Inforna per 20 minuti.
Nel frattempo prepara la crema. Metti in un pentolino il latte con i semi estratti dal bacello di vaniglia (apri con un coltello il bacello il due e poi con la parte non affilata sfrega fino a estrarre i semini) e fallo intiepidire.
In un contenitore dai bordi alti frusta insieme farina, zucchero e rossi d'uovo fino ad avere una consistenza spumosa. Allunga con il latte intiepidito e riporta tutto sul fuoco. Segui molto bene questo passaggio e mescola sempre con la frusta. La crema si addenserà senza creare grumi.
 Togli dal fuoco e fai raffreddare coprendo la crema con la pellicola trasparente (eviterà il formarsi di quella fastidiosa pellicina.)
Estrai la crostata dal forno a cottura ultimata, togli i pesini e falla raffreddare bene prima di aprire la cerniera della tortiera.
Quando tutti gli elementi sono a temperatura ambiente farcisci la base della crostata con la crema alla vaniglia e aggiungi la frutta fresca.
Spolvera con zucchero a velo e servi.


lunedì 2 settembre 2013

La mia nuova avventura.

Ho sempre amato settembre. Per me è questo il vero inizio d'anno. Ancora soleggiato ma già più fresco e vivibile. Ancora estate ma con un occhio al soffice autunno. E' il mese dell'operosità e dei buoni propositi. Altro che il primo gennaio!!
E quest'anno, settembre mi regala nuove emozioni e progetti da realizzare. Per ora piccoli. Spero importanti.
Sono appena tornata dalla mia settimana di vacanza. Sono stata nelle Marche dai miei zii, in costiera amalfitana, a casa di mio marito e poi in Maremma, da un amico prezioso e dalla sua famiglia sempre accogliente come fosse la mia. 
Sono tornata carica, dopo giornate di cibo genuino, mare, posti nuovi da vedere e vecchi da riscoprire ma che regalano sempre la stessa magica emozione. Ho rivisto i miei zii, che sono le mie radici più profonde e quei luoghi che ritrovo sempre dentro di me.
Quello che queste vacanze mi hanno lasciato ha però qualcosa di speciale. Soprattutto i giorni marchigiani mi hanno fatto prendere coscienza di quello che la nebbia lombarda (o la distanza che dir si voglia) tenta sempre di attenuare.
Parto da Pavia e attraverso tutta la pianura padana, sempre impaziente e ansiosa. Vedo le lunghe distese di campi iniziare a crescere e la pianura diventare collina. Passo in Emilia Romagna e la mia mente ricorda la Bologna che tanto amo, le piadine estive e la riviera romagnola. Sorrido felice per la gioia che la romagna porta con se'.
Poi arriva il momento tanto atteso. L'Emilia-Romagna finisce e le Marche iniziano. 
Sono a casa e ad accogliermi sono le colline, morbide come i fianchi di una donna. 
Verdi di prati.
Gialli di girasoli.
Color terra battuta dopo l'aratura.
E poi il castello di San Leo. E Loreto. E il Conero.
Eccomi, esattamente dove voglio essere.
Dove la semplicità regna sovrana. Dove il cibo é genuino e senza orpelli. Dove il mare incontra i monti e regala sapori ed emozioni uniche. Dove esistono ancora le littorine e le donne fanno la pasta in casa.
Dove ci sono ristoranti stellati, ma dove la gente vive serena anche senza MasterChef.
Ecco che mi sono presa un posticino per raccontarvi di questi luoghi, dei suoi prodotti, delle sue tradizioni e della sua gastronomia.
Certo, lo farò dalla Lombardia, ma con il sogno di poter sempre prendere un treno per Civitanova Marche.
Inizia così la mia avventura su Honest Cooking, la rivista online per foodies, fresca come le giornate di fine estate che stiamo vivendo. Vi parlerò delle mie Marche, attraverso il vino, il cibo e la cultura di questa terra meravigliosa.
Spero che a suon di Vincisgrassi e Ciauscolo, io possa farvi scoprire questo piccolo angolo di paradiso e, magari, renderlo meta della vostra prossima vacanza.

Le morbide colline nella zona di Ascoli Piceno








mercoledì 21 agosto 2013

I 5 luoghi perfetti per fare i "piangini" quest'estate

Finalmente anche io sono in vacanza!!
Un mese a mia disposizione per godermi il meritato riposo e i piaceri della vita d'estate: il silenzio, il vento sulla pelle, un buon libro da leggere, posti nuovi da vedere e ristorantini da provare, magari proprio in villeggiatura. E se non ci sta il ristorante anche un bel dopocena sarà ben accetto.
E' proprio il periodo che mi serve per staccare la spina e tornare ad essere una bella persona, socievole e amichevole, senza lo stress del quotidiano e senza le scadenze che rendono le nostre vite sempre troppo frettolose.
Perchè diciamolo, in vacanza è impossibile lamentarsi. Si ha tutto il tempo del mondo, si hanno ore sonnolente e il dolce far niente come obbiettivo.. Il lamentarsi è proprio quella parola bandita durante le vacanze estive. Sono certa! Non si può!!
Forse...
Ok, magari qualcosa può farci storcere il naso ma di certo è sempre la casualità degli eventi molesti e niente di previsto. Insomma l'imprevedibile è in agguato H24 ma in vacanza si sorride anche a quello!
E invece...
A quanto pare..
Il nuovo trend dell'estate 2013 è proprio lamentarsi, il nuovo tormentone dell'estate sono i "piangini".
C'è chi si lagna perchè a causa della crisi non può andare in vacanza.
Chi si lamenta perchè una stupida guerra civile gli ha rovinato la vacanza.
E chi, poverino, viene spennato per un caffè o dell'acqua minerale. MA DICO IO!!! Uno non può godersi un meritato caffè in Piazza San Marco o vedere Positano scorrere davanti agli occhi che subito il commerciante se ne approfitta!!! E NO!!!
Allora ho pensato a questa classe di turisti, i bistrattati, e ho deciso di stilare una lista "SalvaTuristaItaliano" per evitare a tutti quelli in procinto di godersi gli ultimi giorni di agosto fuoriporta, di farsi spennare da ristoratori e baristi.
Ho cercato 5 mete tra città, mare, montagna e lago, particolari per atmosfera o fascino ambientale e selezionato, per ciascuna, un ristorante. Di alcuni ho potuto leggere il menu' e i prezzi. Altri invece non lo fornivano.  Ma tanto, che importanza ha!?!?!?!

ROMA


Ristorante tipico romano, proprio affacciato sul Colosseo. Figuriamoci, per la terrazza panoramica vogliono 10 Euro a persona..manco l'avessero costruito loro il Colosseo.

RAVELLO


Solo per la terrazza panoramica sulla Costiera Amalfitana non mi faranno pagare uno sproposito per un caffè e un succo di frutta.

  MARATEA


Bellini i muri in pietra e le candele...si anche la vista non è malvagia ma io pago solo quello che mangio.

COURMAYEUR


Prendi qualcosa da bere, devo solo fare pipì

BRIENNO


Si, va bhe, Ristorante dal 1855.... 

Ora, ve lo chiedo per cortesia. 
C'è gente che lavora durante le vostre vacanze. Se andate a Positano o a Venezia, magari un barettino dello Sport lo trovate rifugiato fuori dalle rotte comuni..
Altrimenti, se volete godervi la magnifica vista su monumento, lago, mare o montagna, abbiate l'accortezza di non postare poi i vostri scontrini sui social network. Perchè il problema non è dei commercianti. E' vostro. E non perchè avete preso una fregatura o perchè si sono approfittati di voi.
Perchè ci sono quei luoghi e quei ristoranti in cui non paghi solo quello che mangi. Paghi anche il servizio, l'atmosfera, la musica, la suggestione che ti rimarrà impressa nel cuore per sempre.
Perchè mangiare in zona Argentario o ad Amalfi, piuttosto che in Sardegna o a Porto Venere,  mi sa che piacerebbe a tutti.
Forse, in vacanza, potete evitare di stare attaccati a Facebook o Twitter vita natural durante (non fa nemmeno bene all'abbronzatura, vi scottate la cervicale!) per postare questo o quello per il gusto della critica. Forse potete godervi la vacanza e gli attimi che saprà regalarvi senza mugugnare, perchè di quelli, poi ne resterà soltanto un ricordo.. e lo scontrino su Instagram.
Un'ultima cortesia. Andare nei posti alla moda per poi sventolare conti urlando alla beffa, non è molto signorile. 
Anche Praiano è bella come Positano..anzi, più piccola e con tanti barettini carini.




lunedì 5 agosto 2013

Ristoro al porto di San Benedetto del Tronto

Le Marche per me sono sinonimo di famiglia. Sono le mie radici.
Sono le estati a Porto San Giorgio con i miei nonni.
Sono la tapparella abbassata e la tenda leggera sospinta dalla brezza marina.
Sono le lenzuola fresche.
Sono gli chalet e non gli stabilimenti.
E ha i colori sbiaditi di una polaroid
Sono le cose semplici e genuine come la regione che profuma il mio sangue e lo rende più caldo.
Dopo un anno di formalismi, make up e tacchi alti, scompaiono le maschere e gli orpelli e resta un vestito leggero sulla pelle leggermente abbronzata.
Basta davvero un filo di crema e i sandali bassi.
Chiudo gli occhi, respiro l'aria di mare e sento il mio cuore avere un ritmo lento. Mi godo tutto a pieni polmoni. Soprattutto mi godo il tempo, tanto raro quanto prezioso che ora sembra durare di più semza il ticchettio degli impegni quotidiani.
Le giornate vengono scandite solo dai pasti principali e corrono sonnolente tra un tuffo in mare e una lettura leggera.
E poi arriva la sera e quella fame post spiaggia.
Stasera ci attende la marina di San Benedetto del Tronto e il suo Ristoro al porto, ormai giunto alla sua quarta edizione.
Per tutto agosto posso prendermi una pausa anche da ristoranti blasonati, chef stellati e gare culinarie.
Nel mio mondo, l'estate è un cartoccetto pieno di sardine e acciughe, sono i sorrisi genuini delle persone intorno a me, è il blu del mare che si fonde con il cielo, è una tovaglia di carta svolazzante, è attendere il tramonto su una sdraio quando la spiaggia è ormai vuota e il profumo della frittura che mi ricorda che è ora di cenare.
Mi distacco dai pensieri, mi guardo intorno e vedo famiglie con bambini, volti sorridenti e manine unte. Tutti avvolti nella magia di una tavola apparecchiata e nel profumo del pescato del giorno.
Lago Trasimeno Amo questa piccola tradizione sanbenedettese e i valori che porta con sè: in primis l'idea della convivialità di un pasto gustoso ma assolutamente cheap. Il menù infatti costa 13 euro e propone due antipasti, due primi, due secondi, un contorno, frutta, acqua e vino. Leggendo le proposte gastronomiche mi è chiaro il secondo  caposaldo dell'evento: la possibilità di creare pietanze golose con il pesce azzurro pescato nell'Adriatico (quindi decisamente economico), garantendo un'apporto prezioso di omega3 e calcio, non intaccando il bilancio familiare in un periodo molto delicato per l'economia di tutti.

Spero che, se le vostre vacanze non sono ancora iniziate, questo possa essere uno spunto per riscoprire la genuinità che l'estate porta con sè.
Ovviamente intorno a una tavola imbandita.



giovedì 1 agosto 2013

Haute Corse: 5 must have della vostra tavola

Sono in vacanza con la mente, questo mi sembra ovvio. Ma i piedi sono ben ancorati sull'asfalto e peggio ancora, le vacanze vere e proprie hanno un traguardo non proprio vicinissimo.
Quindi parlerò  di una terra che amo da impazzire e della sua cucina: La Corsica.

E' un'isola della Francia che si erge con le sue bellissime foreste nel blu del Mediterraneo, conosciuta come l'Ile de la Beauté.
Se la sono litigata per secoli l'Italia e la Francia. Sono passati genovesi ( si ergono tutt'ora un sacco di torri nella parte nord dell'isola che risalgono al periodo della conquista ligure) e pisani, fino al 1768 quando la Francia ha vinto a Risiko e si è tenuta l'isola.
Napoleone è il suo figlio più famoso. Pasquale Paoli quello più amato.


I Corsi sono assolutamente geniali e hanno diviso l'isola in due dipartimenti: La Haute-Corse, con capoluogo Bastia e la Corse-du-Sud, con capoluogo Ajaccio. Così, viaggiando per l'isola incapperete in due targhe: 2A e 2B. 
Sono i due dipartimenti dove le lettere iniziali stanno appunto per Ajaccio e Bonifacio.
Se un giorno dovesse giungere l'esigenza di un nuovo dipartimento per dividere la Corsica del Nord dalla zona montana? PAS PROBLEM!
2C con capoluogo Corte!

In questo post parleremo della Haute Corse e di quei prodotti che non devono assolutamente mancare sulla vostra tavola.
Parliamo di zone interne che si dipanano dalla Valle della Restonica per arrivare al paese più grande dell'entroterra ed ex capitale corsa: Corte.


La carne è l'elemento principale in Haute-Corse, a partire dalla famosa charcuterie per passare a stufati e ragù di cinghiale. Altrettanto gustoso il formaggio, principalmente di pecora e capra, che troverete pressochè ovunque: dai ravioli al fiadone, passando per le sardine, il BROCCIU è davvero l'orgoglio nazionale. E già la prima forchettata vi farà capire perchè.








 Ma arriviamo quindi ai nostri Must Have da assaggiare nell'Haute Corse.

1)U BROCCIU
è un formaggio prodotto sia con latte di pecora che di capra e varia dai 250 gr ai 3 kg. E' venduto sia fresco che in cestini di vimini e il periodo di degustazione migliore va da novembre a giugno
 
 





 
2) LA CHARCUTERIE CORSE
a voi la scelta ma tra figatelli, prisuttu e lonzu dovete provare almeno una volta un Assiette Corse



3) LE SANGLIER
il cinghiale in francese riesce ad essere super chic. Da mangiare al ristorante U Museu

 


4) LE CASTAGNE
la Corsica vanta molte foreste di castagni e la farina è utilizzata per molte preparazioni tra cui la polenta, da provare con salumi, carne con il sugo e formaggio. A dicembre, a Bocognano, si tiene la fiera della Castagna.


5) LA CORSICA COLA
Solo la Corsica può tentare di fare a gara con la Coca-Cola. Quindi applausi per il coraggio. Da provare, che possa piacervi o meno.